Il ciclo di Ma cos’è questo palco? si chiude con un protagonista che rappresenta una pagina intera della musica da ballo italiana: Ruggero Scandiuzzi. Un artista che ha attraversato oltre cinquant’anni di palchi, orchestre, concorsi, successi, sacrifici e rinascite. Una voce che ha accompagnato generazioni, un uomo che ha vissuto la musica con umiltà, dedizione e una sincerità rara.
In questa ultima puntata, Beatrice Orrigo ripercorre insieme a lui una carriera che parte da lontano, da un’Italia in bianco e nero, e arriva fino ai palchi televisivi di Rai Uno.
Gli inizi: i concorsi, la maestra della Cinquetti e Castrocaro
Ruggero comincia nel 1969, giovanissimo, nei concorsi per voci nuove del Mantovano. «Mi piaceva andare a cantare. A volte vincevo, a volte perdevo, ma più le volte che vincevo.» Studia canto con la maestra di Gigliola Cinquetti, lavora di giorno e canta la sera.
Nel 1970 arriva a Castrocaro, selezionato tra tremila concorrenti. Presenta Signore, io sono Irish dei New Trolls, reinterpretata con modulazioni personali che colpiscono Gianni Ravera. Arriva terzo, e oggi dice: «Meglio così. Non ero pronto per Sanremo. Avrei bruciato tutto.»
Due lavori, una vita divisa in due
Per decenni Ruggero vive una doppia vita: operaio specializzato e collaudatore di macchine industriali da un lato, cantante dall’altro. «Amavo quel lavoro. Mi ha fatto girare il mondo. Ma poi la musica ha iniziato a chiamare sempre più forte.»
Nel 1994 è costretto a scegliere: famiglia, trasferte, serate, chilometri… tutto diventa incompatibile. «Guardavo il soffitto la notte. Dovevo decidere. E ho scelto la musica.»
Una scelta che porta con sé sacrifici: «Il rimpianto più grande è aver visto poco crescere i miei figli. Ma ho fatto tutto anche per loro.»
Le canzoni che hanno fatto la storia: Applausi in Paradiso e Stella
Nel 1995 nasce Applausi in Paradiso, dedicata al padre scomparso dieci anni prima. «Non volevo fare piangere la gente. Ma il testo era importante. E quella canzone ha segnato la mia storia.»
La presenta in uno spettacolo a Ferrara con Bastelli e Levrini: migliaia di persone. Da allora è il suo brano simbolo, richiesto in ogni serata.
Poi arriva Stella, nel 2001. Una canzone che Ruggero inizialmente non voleva nemmeno incidere. «I miei figli giravano per casa dicendo “un, due, tre, Stella”. Ho capito che aveva qualcosa.» Diventa un successo enorme: cassette, CD, richieste, finale di serata, cori del pubblico. «A volte la faccio due volte per sera. È una canzone che rimane nella mente.»
La scelta di non avere una cantante sul palco
Una decisione che ha caratterizzato tutta la sua carriera. «Non è che l’abbia scelta io. L’impresario mi diceva: se hai una donna vicino, cambia tutto. E poi il calendario era pieno, non ne avevo bisogno.»
Quando serviva una voce femminile, nasce il binomio con Titti Bianchi: «Le nostre voci si amalgamavano benissimo. Facevamo eventi speciali, non troppo vicini, per non bruciare l’idea.»
The Voice Senior: una nuova sfida
Nel 2020 Ruggero partecipa a The Voice Senior su Rai Uno. «Non volevo andare. Mi sembrava una cosa da “senior”. Ma i miei figli mi hanno detto: non hai niente da perdere.»
La produzione gli cambia la canzone una settimana prima. «Volevo fare Fai rumore. Mi hanno dato Ultimo. Non era nelle mie corde. Ho avuto paura delle note basse.»
Sceglie Albano come coach. «Mi è sempre piaciuto. L’ho sempre imitato.» E porta sul palco la sua famiglia: «È stata la prima e l’ultima volta. Volevo che fossero con me.»
Umiltà, pubblico e verità
Ruggero parla del pubblico come di una famiglia allargata: «La gente ti vede se fai finta. L’umiltà è l’arma vincente.» E racconta aneddoti divertenti, come la signora che lo ferma in pista per chiedergli se i capelli sono veri.
Ma soprattutto parla di emozioni: «I giovani mi chiedono Applausi in Paradiso. Non sono stupidi. Hanno sensibilità. E quando canto Stella, la cantano tutti.»
Una carriera che non si ferma
Oggi Ruggero continua a esibirsi, a fare ospitate, a incontrare il pubblico che lo segue da una vita. «Quando mi vedono felice, sono felici anche i miei figli.»
Una storia lunga, intensa, piena di sacrifici e di soddisfazioni. Una storia che meritava di essere raccontata nell’ultima puntata di questo ciclo.
Sabato 1 agosto alle 12:00 - Replica domenica 2 agosto alle 8:00 - Podcast Radio Liscio – YouTube – App Radio Liscio
Ruggero Scandiuzzi. Una voce, una storia, una vita intera dedicata alla musica.






