La nuova puntata di Ma cos’è questo palco? è una di quelle che non si dimenticano. Questa settimana Beatrice Orrigo incontra Katty Piva, una delle voci più riconoscibili, particolari e amate della musica da ballo. Una cantante che ha attraversato quarant’anni di palchi, serate, viaggi, emozioni… e che ancora oggi conserva quella forza dolce che l’ha resa unica.
Fin dai primi minuti l’intervista si apre con un clima di amicizia vera. Beatrice la accoglie con parole affettuose: “Una delle voci più particolari e riconoscibili della musica da ballo… e un’amica che rivedo volentieri.” Katty risponde con ironia, con quella spontaneità che l’ha sempre contraddistinta: “Grazie… oltre che grande, grossa direi!” E subito si capisce che sarà una puntata speciale.
Beatrice racconta di come, entrando nel mondo della musica da ballo, una delle prime voci che l’aveva colpita fosse proprio quella di Katty, con il brano “Sognare”, un valzer lento diventato un piccolo classico. E descrive il suo timbro con una frase che resterà impressa: “Sembra sottile, ma in realtà è forte come un filo d’acciaio.”
Katty sorride e sorprende: da ragazza voleva fare la cantante rock. Si addormentava ascoltando Deep Purple e Jethro Tull, e se sua mamma le toglieva il disco… si svegliava di colpo. Un dettaglio che racconta molto della sua anima musicale.
Prima dell’orchestra, Katty lavorava in un maglificio, addetta al telaio. Cantava nel weekend con un gruppo locale, finché un giorno — come in un film — Sandrino Piva si presenta a casa sua. La vede, la ascolta, la sceglie.
La prima serata arriva il 5 dicembre 1980, al Nautilus di Varazze. Katty la ricorda con una precisione tenera e divertente: l’abito a balze rosse e bianche, la tensione, i leggii ancora pieni di appunti, la pressione di un debutto che avrebbe cambiato tutto. E soprattutto l’entusiasmo del pubblico: il segnale che l’Orchestra Piva stava portando qualcosa di nuovo.
La rivoluzione dell’Orchestra Piva
Katty racconta come Sandrino Piva abbia rivoluzionato il modo di fare spettacolo: tutta l’orchestra scendeva in pista, non solo un solista; cori, arrangiamenti, idee moderne che nessuno aveva ancora sperimentato; l’introduzione dei brani anni ’60, quando nessuno li portava in balera. Una vera svolta, imitata poi da molti.
E soprattutto, Katty ricorda il rispetto profondo che Piva aveva per i suoi cantanti: un capo-orchestra che non cercava il protagonismo, che proteggeva le sue artiste, che valorizzava ogni talento.
Quando Sandrino Piva viene a mancare nel 1994, l’orchestra vive un momento di smarrimento. Katty racconta quel ritorno a casa, quel silenzio pesante, quella domanda che nessuno osava pronunciare: “E adesso?”
Ma la storia non finisce lì. Gli impresari, il pubblico, la famiglia… tutti spingono per continuare. E Katty raccoglie l’eredità, portando avanti un nome che ancora oggi rappresenta una pagina fondamentale della musica da ballo.
Questa intervista è un viaggio nella storia, nella musica, nei ricordi di una donna che ha vissuto la balera quando era un mondo in pieno fermento. È un racconto sincero, divertente, emozionante. È un pezzo di memoria collettiva.
Sabato alle 12, con replica domenica alle 8, su Radio Liscio. Disponibile anche nel Podcast dell’app e sul canale YouTube.
Katty Piva. Una voce, una storia, un palco che non si spegne mai.





